Perchè scegliere le stalle sotto tunnel per il tuo allevamento

Perchè scegliere le stalle sotto tunnel per il tuo allevamento? La risposta in questo articolo! Leggi di più

Perché scegliere le Stalle sotto tunnel per il tuo allevamento?

 

Si tratta di strutture innovative e modulari che si contraddistinguono per l’elevata velocità di installazione. Elemento essenziale e caratterizzante è la modulabilità, in modo da personalizzare al massimo le esigenze sia della mandria sia degli operatori che ci lavorano. Forniamo tutti gli interni stalla necessari, studiati e realizzati da noi, per una qualità ed un controllo 100% made in Italy. Il benessere animale è così assicurato in tutti i suoi macro-punti.

 

Conosci le 5 libertà a tutela degli animali?

 

  1. Prima libertà: dalla fame, dalla sete e dalla cattiva nutrizione

Garantendo all’animale l’accesso ad acqua fresca e ad una dieta che lo mantenga in piena salute

 

  1. Seconda libertà: di avere un ambiente fisico adeguato

Dando all’animale un ambiente che includa riparo e una comoda area di riposo

 

  1. Terza libertà: dal dolore, dalle ferite, dalle malattie

Prevenendole o diagnosticandole/trattandole in tempo.

 

  1. Quarta libertà: di manifestare le proprie caratteristiche comportamentali specie-specifiche

Fornendo all’animale spazio sufficiente, strutture adeguate e la compagnia di animali della propria specie

 

  1. Quinta libertà: dalla paura e dal disagio

Assicurando all’animale condizioni e cura che non comportino sofferenza psicologica.

 

Mantenere l’ambiente delle stalle sano favorisce la crescita ottimale degli animali, limita le emissioni di gas nocivi, garantisce un luogo di lavoro salubre e aumenta la produttività complessiva dell’allevamento. 

 

Come fare per ricevere una consulenza personalizzata senza impegno?

Vai nel form contatti e nel campo richiesta indicaci quanti e che tipologia di capi vorresti allevare.

Un nostro collaboratore ti ricontatterà in meno di 24h per progettare insieme questo nuovo spazio!





WORLD BEE DAY – Perchè le api sono importanti

Percjè le api sono importanti e qual è il loro ruolo in agricoltura? Scoprilo in questo approfondimento e…Buona Giornata Mondiale delle Api!

perchè le api sono importanti

Tutti sappiamo come le api ci forniscano prodotti preziosi e unici, ottenuti dalla loro attività nell’alveare: ovviamente il miele, ma anche polline, pappa reale, cera, propoli e veleno, che da sempre l’uomo utilizza con tantissimi scopi diversi. Scopriamo insieme in questo articolo perchè le api sono importanti per l’ambiente e per le nostre colture.

Perchè le api sono importanti: qualche dato

È ormai noto che le api sono fortemente a rischio per via dei cambiamenti climatici e per l’enorme impatto dell’uomo sull’ambiente. 

Secondi i dati dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), ‘’in Europa il 9,2% delle specie di api europee sono attualmente minacciate di estinzione. […] A causa di alcune scelte della moderna agricoltura come la monocultura, l’eliminazione delle siepi e l’impiego dei fitofarmaci, nonché l’alterazione e la frammentazione delle aree naturali, l’ambiente è divenuto inospitale per la maggior parte degli insetti pronubi’’.

Avrete sicuramente già sentito la famosa citazione che Einstein fece in riferimento al mondo delle api, affermando che agli esseri umani rimarrebbero soltanto 4 anni di vita dopo l’estinzione delle api. Non ci sbilanciamo sulle tempistiche ma una cosa è certa: senza api il nostro ecosistema sarebbe compromesso per sempre.

Si pensi che le api sono il terzo “allevamento” da reddito più importante del mondo: in prima e seconda posizione si trovano rispettivamente i bovini e i suini ed in quarta il pollame.

Proprio per ricordare al mondo l’importanza delle api (e degli impollinatori in generale) le Nazioni Unite hanno recentemente istituito il World Bee Day, che si celebra il 20 maggio; in onore di Anton Janša (20 maggio 1734– 13 settembre 1773), allevatore e pittore sloveno noto per essere stato uno dei pionieri dell’apicoltura moderna.

Un po’ di numeri dalle statistiche delle Nazioni Unite:

– quasi il 90% delle piante da frutto del mondo devono la loro esistenza agli animali impollinatori e gli insetti pronubi;

più del 75% delle colture mondiali dipendono dagli impollinatori, che garantiscono qualità del prodotto;

– più del 35% dell’agricoltura mondiale è strettamente legata a questi insetti laboriosi che assicurano la biodiversità.

Perchè le api sono importanti: l’impollinazione

Questo piccolo insetto è stato, ed è, in grado di cambiare l’aspetto della terra e grazie a lui molte piante si sono evolute e sono arrivate a noi, condizionando anche le nostre abitudini alimentari.
Per trasmettere il proprio patrimonio genetico – contenuto nel polline – le piante producono nettare, una sostanza zuccherina inutile per la vita della pianta stessa, ma che rappresenta un nutrimento indispensabile per gli insetti impollinatori. Questi, in particolare le api, raccogliendo il nettare si sporcano di polline che verrà trasportato in maniera del tutto casuale ad altri fiori, realizzando un meccanismo fondamentale per il mantenimento della biodiversità: quello dell’impollinazione

Senza il loro lavoro non vedremmo solo venir meno la quantità e qualità degli ortaggi ma potremmo veder diminuire la disponibilità di prodotti caseari, perché l’impollinazione dell’erba medica, foraggio dei bovini da carne e da latte, avviene appunto grazie alle api.

Quiz time! Lo sapevi perché non si vedono tanti fiori spontanei di colore rosso?

La “simbiosi” api-flora è talmente efficace che il fatto che le api europee non vedano il colore rosso ha determinato, nel nostro continente, la scarsa presenza di fiori spontanei di questo colore e un’abbondanza di fiori dai colori visibili alle api, la gamma che va dal bianco all’ultravioletto!

Quali sono le strade possibili?

Un’alternativa potrebbe riguardare l’impollinazione artificiale (manuale o meccanica), che viene già praticata in caso di mancanza di impollinatori naturali o quando si vogliono ottenere e controllare particolari incroci nelle piante. Al momento tale pratica non è però perseguibile su larga scala dati gli altissimi costi e i risultati non significativi.

Il ruolo dell’impollinazione artificiale può banalizzare però il rapporto tra impollinatore e pianta che è molto più complesso e non si limita solo alla fecondazione ma ad una serie di funzioni, ancora oggi non completamente chiarite.

L’altra alternativa secondo l’ISPRA è quella di ‘’una vera e propria “riprogettazione” agricola

Questo significa ripristinare gli habitat delle api e degli insetti pronubi, ad esempio introducendo filari, siepi e prati impiantate ai margini dei campi coltivati, ma anche reintroducendo la rotazione delle colture,..’’.

Perciò non dimentichiamoci che è soprattutto grazie al loro operato che possiamo gustarci pane e miele al mattino, assaporare un po’ di frutta fresca estiva e rimediare alle mangiate della domenica con una bella e sana insalatina!

CONSIGLI UTILI PER UNA CORRETTA VENTILAZIONE NATURALE

In questo articolo andremo a riassumere le applicazioni possibili per una ottimale ventilazione naturale. Leggi di più

Un ambiente salubre e arieggiato è alla base di una corretta gestione del bestiame e dei depositi di foraggio. 

Dell’importanza di arieggiare i fienili per evitare condense dannose ne avevamo già parlato qui:  https://www.antoniniduea.it/it/il-periodo-della-fienagione-perche-e-cosi-importante/

Ma sei a conoscenza delle giuste temperature e umidità da tenere nella stalla?

Le temperature considerate miti per noi esseri umani, ovvero dai 24°-25°, per il bestiame possono creare già dalle prime complicazioni, andandosi a sommare progressivamente con l’impatto delle radiazioni solari, il livello di umidità relativa (UR) e gli sbalzi termici, riassumendosi nel generale stress da caldo.

Considerando che le temperature ottimali non possano mai considerarsi definitive in relazione a fattori quali l’umidità e la velocità dell’aria, la media di riferimento si dovrebbe aggirare dai 7° ai 20° con un tasso di umidità non superiore al 40/50%.

Di seguito vi andremo a riassumere le applicazioni possibili per una ventilazione naturale:

  • Finestra in rete sul timpano o tutto il timpano in rete

La finestra in rete sul timpano in telo permette un leggero ricambio d’aria ma per una significativa differenza si può optare per il timpano completo in rete anziché in telo.

  • Cupolino di aerazione 

Il cupolino superiore in policarbonato permette il naturale ricircolo d’aria calda – fredda. Grazie a questo effetto si ha un ottimale ricambio d’aria all’interno degli allevamenti, mantenendo l’ambiente asciutto e ventilato senza il ricorso di alcuna fonte energetica. Si tratta di un processo passivo, ottimale per ridurre notevolmente costi e manutenzione attraverso un cosiddetto effetto “camino”.

Reti frangivento laterali e/o frontali

Le nostre reti frangivento sono delle alternative ai classici tamponamenti laterali in cemento o pannello e possono venir applicate sia a nuove realizzazioni sia in aggiunta a strutture esistenti.

Possono essere fisse oppure motorizzate e sono l’ottimale per contenere gli sbalzi termici e mantenere il microclima stabile, proteggendo da agenti atmosferici, raffiche di vento e irraggiamento solare.

Sono interamente realizzate in monofilo di polietilene stabilizzato, a trama fitta ed indemagliabile, molto resistenti all’usura nel tempo come alle rotture. Inoltre, tutta la struttura di sostegno è in ferro zincato.

Portoni in rete motorizzati

Si tratta di un sistema utilizzato per aperture con passaggio continuo, come le corsie di alimentazione.

Il movimento dal basso verso l’alto avviene tramite l’arrotolamento con 2 motori orizzontali.

La struttura è in ferro zincato e comprende le corsie laterali e le lattonerie superiori di finitura.

Il tamponamento è in rete frangivento diagonale 90%.

Ottimizza la gestione dell’impianto senza rinunciare al benessere animale!

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Il periodo della fienagione: perchè è così importante

Se sei un agricoltore navigato nel campo dell’alimentazione saprai cosa significa fienagione, ma sei al corrente dei metodi più performanti per arrivare ad una resa elevata?

Se sei un agricoltore ormai navigato nel campo dell’alimentazione animale saprai senz’altro cosa significa fienagione, ma sei al corrente dei metodi più performanti per arrivare ad una resa di prodotto elevata?

Se invece sei un agricoltore alle prime armi di seguito troverai qualche dritta per affrontare al meglio questo passaggio fondamentale per la gestione del bestiame.

Partiamo dall’inizio: cosa si intende con fienagione?

Questa pratica, che viene chiamata anche conservazione a secco, prevede l’asportazione di acqua dai tessuti vegetali fino ad arrivare a valori di umidità compresi tra il 12% e 15%.

Tra le diverse tipologie di fienagione ci sono: la tradizionale (il fieno viene lasciato ad essiccare nel campo senza mai essere spostato) e in due tempi (processo che prevede una fase di pre-appassimento nel campo e poi una successiva di essiccazione nel fienile).

Qual è il principale rischio nella procedura di conservazione e cosa comporta?

Un’elevata presenza di umidità causa una fermentazione scorretta che produce muffe e microrganismi nocivi. Questo potrebbe portare a due tipologie di fieno:

– uno ‘’riscaldato’’ dove gli zuccheri e gli amminoacidi reagiscono tra loro formando composti non digeribili dagli animali;

– uno troppo umido che può portare al verificarsi di episodi di autocombustione.

Affinché il foraggio giunga in stalla ancora ricco di tutte le sue proprietà organolettiche, è necessario che vengano impiegate le migliori tecnologie durante la coltivazione, la raccolta e lo stoccaggio.

Ed è proprio nella fase di stoccaggio che si inserisce DueA!

I nostri tunnel ad arco o gamba dritta, monotubo o tralicciati, di diverse capienze in base alle esigenze dell’agricoltore, rappresentano una soluzione rapida ed economica!

La struttura in ferro e la copertura in telo impediscono all’acqua di entrare, allo stesso tempo le testate apribili con le finestre in rete sui timpani e sui laterali permettono una costante areazione dell’ambiente interno, riducendo la condensa e la formazione di umidità.

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Perché coprire le vasche di stoccaggio – spiegato in maniera semplice

Le vasche possono possono essere di diverse modalità: vasche cilindriche o rettangolari, amovibili, etc.. Perchè è importante coprirle? Scoprilo in questo articolo

I reflui zootecnici comprendono tutti gli scarti palabili e non palabili derivanti dagli allevamenti di bestiame, tra cui deiezioni, alimenti e acque che nella gran parte delle aziende agricole vengono riciclati come fertilizzanti grazie a delle apposite cisterne di contenimento.

Tra i reflui zootecnici troviamo: letame, composto da reflui allo stato liquido, paglia ed altri scarti, veicolati successivamente in apposite trincee, concimaie o platee in cemento, e il liquame, stoccato per circa sei mesi all’interno di vasche specifiche di grandi dimensioni (contengono il volume di una vasca olimpionica!).

Le vasche possono possono presentarsi in diverse modalità: vasche cilindriche o rettangolari, copertura amovibile o fissa, interrata o in superficie.

Gli scarti liquidi convogliati all’interno delle vasche di stoccaggio subiscono un processo fondamentale per i completamento dei processi chimici, senza i quali non sarebbe possibile l’utilizzo nell’ambiente agricolo per diverse ragioni a cui prestare attenzione:

  • Emissioni gassose: i reflui zootecnici rilasciano sostanze tra cui l’ammoniaca, causa di sovra concimazione degli ecosistemi sensibili e dei gas serra, di cui metano e protossido di azoto.
  • Liquido in eccesso: il composto liquido all’interno delle vasche, se lasciate aperte, risente degli agenti esterni quali l’acqua piovana e temperatura. Ci si troverà quindi a dovere gestire un eccessivo volume di liquame, con un conseguente aumento della mole di lavoro.
  • Sostanze maleodoranti

Questi tre fattori, possono quindi esser notevolmente limitati scegliendo una copertura per vasche, beneficiandone a livello non solo ambientale, ma anche qualitativo ed economico.

Modelli di coperture

Esistono due tipologie tipi di coperture di vasche di stoccaggio liquame differenti strutturalmente e operativamente:

  • Vasche coniche: composte da colonna centrale in acciaio inox e telo di copertura impermeabile con cupolino superiore per la corretta fuoriuscita degli elementi gassosi e il bloccaggio degli agenti piovosi esterni;
  • Vasche galleggianti: composte da una membrana flessibile tramata in pvc ad alta resistenza e canale di  scolo per la fuoriuscita dei liquidi in eccesso

I contributi in Italia

A tal proposito, alcuni Stati europei hanno già reso obbligo di legge le coperture delle vasche per i reflui zootecnici, mentre anche regioni italiane si stanno muovendo autonomamente per contribuire alla riduzione dell’impatto ambientale dovuto alle emissioni atmosferiche, mettendo a disposizione dei bandi per società, imprenditori agricoli e cooperative.

Tra le disposizioni attive, segnaliamo:

Lombardia: Operazione 4.4.03 per strutture di stoccaggio  – Investimenti non produttivi finalizzati alla riduzione di ammoniaca in atmosfera

Emilia-Romagna: Operazione 4.1.04 – Investimenti per la riduzione di gas serra e ammoniaca

Veneto: Investimenti in immobilizzazioni materiali del PSR Veneto 2014 – 2020 – Tipo intervento 4.1.1 – Investimenti per migliorare le prestazioni e la sostenibilità globali dell’azienda  riduzione emissioni

Per conoscere i bandi attivi nel tuo territorio, puoi visitare il sito della tua regione o della Gazzetta Ufficiale.

Per ricevere assistenza sulla copertura per vasche puoi visitare il seguente link e contattarci tramite form o WhatsApp!

https://www.antoniniduea.it/it/prodotti/copertura-vasche/

GRUPPO ANTONINI: UNO SGUARDO AI NOSTRI RISULTATI E AI NOSTRI OBIETTIVI PER IL 2022

Uno sguardo ai risultati ottenuti nel 2021 da Gruppo Antonini e ai futuri obiettivi da raggiungere nel 2022.

Il 2021 è stato un anno che ci sentiamo di descrivere con una sola parola: crescita.

Ad ogni fine segue un nuovo inizio e noi abbiamo deciso di ripartire mettendo a fuoco quegli obiettivi e miglioramenti aziendali che vogliamo condividere con chi è stato al nostro fianco e che da anni ripone la sua fiducia nel nostro brand.

Prima di volgere il nostro sguardo al futuro, vogliamo ricordare da dove siamo partiti.
Il Gruppo Antonini oggi si presenta come un’azienda strutturata composta da 4 differenti brand, 60 dipendenti e più di 90 collaboratori, ma la sua storia inizia 28 anni fa ed è frutto del lavoro instancabile dei membri della famiglia Antonini.

Il futuro di Due A srl si proietta proprio su Gruppo Antonini, in grado di contenere diverse aziende e modi di operare, per adeguarsi ad un nuovo mercato e nuove regole, in una prospettiva di rinnovamento costante ma con l’etica lavorativa che da sempre contraddistingue l’operato aziendale.
Nel corso del 2022, il Gruppo Antonini metterà in atto ulteriori step qualitativi esterni, tra cui:

  • Maggiore approfondimento e ricerca del mondo ovini e caprini grazie a una serie di collaborazioni, per arrivare ad una nuova proposta merceologica in grado di soddisfare nuove esigenze di mercato, mixando innovazione e qualità;
  • Perfezionamento dei prodotti di punta nel mondo bovino, che finora hanno dato grandi soddisfazioni grazie alla meticolosità dei lavori svolti e all’attività di costante ricerca e confronto con clienti e professionisti;
  • Coerentemente con gli sviluppi tecnici anche l’organico interno ed esterno è in crescita, grazie all’attenta ricerca di professionisti in grado di portare nuovo valore all’azienda ed al team e consolidare la qualità dei prodotti DueA. La nostra rete commerciale è infatti arrivata nel 2021 ad oltre 50 agenti in tutta la Penisola, ma mira a consolidarsi ben oltre il territorio nazionale, portando le soluzioni DueA Agrizootech anche in Nord ed Est Europa.
  • un nuovo CRM studiato su misura, grazie alla costante collaborazione con Omega, permetterà di ottimizzare i flussi commerciali e di informatizzazione verso l’esterno, ma anche velocizzare le comunicazioni ed i processi interni. I prossimi passi coinvolgeranno anche l’automatizzazione degli interi processi produttivi e l’ammodernamento dei sistemi di disegno progettuale.
  • ampliamento della sede per ospitare nuovi uffici ed un magazzino ancora più capienteper la merce in spedizione

Nuovi brand, stessa esperienza

Abbiamo già anticipato il lancio dei due nuovi brand del Gruppo: DueA Industry e MyEbox.

Gruppo Antonini rappresenta anche la possibilità di declinare la tensostruttura DueA a più settori innovativi, con un prodotto modulabile in grado di adattarsi a diverse attività e settori, da quello industriale fino all’ambito privato.

Per scoprire il mondo Antonini e i nostri marchi, clicca qui: https://antoninigroup.it/

Lattazione: la razza frisona

Negli anni, la frisona è diventata il leader nella produzione di latte, facendosi apprezzare in tutto il mondo per la produzione record e l’alta qualità che raggiunge.

Lattazione: la razza frisona

Tra le razze occidentali più presenti in Italia, soprattutto nella pianura padana, troviamo la vacca Holstein, comunemente detta Frisona Italiana per la sua origine dalla zona di Frisia, tra i Paesi Bassi e la Germania. Negli anni, il bovino olandese è diventato il leader nella produzione di latte, facendosi apprezzare in tutto il mondo per la produzione record e l’alta qualità che raggiunge. Pensa: il doppio della produzione rispetto ai cugini pezzati rossi.

Lo sviluppo della pezzata nera è stato incentivato negli anni dagli studi genetici ed il conseguente irrobustimento della struttura fisica che, se da una parte si presenta ora come forte e robusta, dall’altra rimane molto sensibile a fattori esterni, sia fisicamente che sul piano comportamentale.

La razza friulana ha infatti una disposizione docile, affettuosa ed una buona capacità di adattamento eppure si riconosce dalla sua indole alterabile e nervosa.

Le bovine iniziano il loro periodo di lattazione con la nascita del vitello, nonostante i primi giorni siano sfruttati per il colostro e solo dopo un mese si registri il picco di lattazione arrivando ad un periodo complessivo di circa 305 giorni, calcolati secondo l’anno solare ed inclusi i periodo di asciutta.

Le variabili principali per una migliore qualità produttiva rientrano nel tema degli spazi, della salute e dell’alimentazione:

  • Spazio: dalla fase pre e post parto fino al complessivo periodo di produzione, le vacche Holstein hanno maggior bisogno di trovarsi in ambienti comodi e ampi. Dotarsi di una corsia pedonale favorisce il mantenimento di uno stato dinamico e proattivo necessari per il metabolismo e la digestione. In aggiunta, è fondamentale ripararle da correnti fredde e precipitazioni soprattutto nel periodo invernale, dotarsi di sistemi di protezione come reti frangivento o lampade riscaldanti riduce il rischio di improduttività.
  • Salute: nella gestione e progettazione degli ambienti, particolare attenzione va rivolta alla possibilità di pronto intervento da parte di un professionista, per monitorare lo stato di salute e igiene dell’animale e non incombere in stress o malattie come il collasso puerperale, tra i problemi più diffusi tra la partorienti.
  • Alimentazione: è importante prediligere una dieta ricca di proteine ed un mangime di alta qualità.

L’animale in sostanza dev’essere posto nelle condizioni ottimale per assecondare lo sviluppo delle sue attitudini comportamentali e etologiche.

Come il Veneto sostiene l’allevamento

Scopriamo in questo articolo come il Veneto sostiene l’allevamento:ecco un insieme di incentivi per dare una spinta tecnologica al settore

Fonte: Rivista Informatore Zootenico

Per iniziare, qualche dato: il settore zootecnico Veneto genera una produzione lorda di circa 823 milioni di euro: 429 derivano dal comparto latte, i restanti 394 da quello della carne.

Il Veneto è infatti insieme al Piemonte la Regione leader nell’allevamento dei bovini da carne con oltre il 30% dei capi macellati in Italia.

Con la prossima programmazione comunitaria, la zootecnia veneta si troverà ad affrontare le nuove sfide del Green Deal, che consiste nell’introduzione di tecniche migliorative e di nuove tecnologie negli allevamenti zootecnici al fine di ridurre l’impatto del gas serra.

I principali obiettivi che dovranno essere raggiunti con il Green Deal sono infatti:

  • riduzione delle emissioni di anidride carbonica e metano provenienti dagli allevamenti
  • Riduzione dell’uso degli antimicrobici
  • Miglioramento del benessere animale

Come raggiungere questi obiettivi? Per farlo abbiamo a disposizione innovazione, ricerca, nuove tecnologie, adeguamento delle competenze e investimenti finalizzati.

L’applicazione di tecniche migliorative e l’introduzione di nuove tecnologie all’interno degli allevamenti agrizootecnici dovranno favorire infatti la diminuzione del gas effetto serra, alla luce delle ultime manovre previste dal Green Deal.

Per concretizzare i tre obiettivi, è previsto il finanziamento di 23 milioni di euro per il finanziamento di investimenti per una migliore gestione del liquame e della sua distribuzione.

Un’altro importante traguardo che ci si è prefissati con il Green Deal è il benessere animale, per questo motivo sono in corso le sperimentazioni sulla riduzione degli antibiotici e delle emissioni negli allevamenti da carne per 2,3 milioni di euro.

I finanziamenti previsti dal Veneto per sostenere il settore dell’allevamento

Nella programmazione in Veneto sono stati finanziati nel complesso 5.170 interventi per un totale di 36,5 milioni di euro.

I beneficiari del settore latte sono stati 2.181 con un premio che ammonta a 9,1 milioni di euro (di questi, 1,2% destinati ai giovani allevatori).

Nel settore carne sono stati erogati invece 27,3 milioni di euro, di cui 2,4 milioni destinati ai giovani allevatori.

Un insieme di provvedimenti molto promettenti e incoraggianti per dare una spinta tecnologica e innovativa al settore dell’allevamento, e non ultimo, per salvaguardare le generazioni presenti e future di allevatori.

Vitelli a 90 giorni: nuovi bisogni e nuovi spazi

Ecco quindi un vademecum delle buone pratiche da adottare se hai dei vitelli a 90 giorni di vita. Leggi tutto l’articolo sul blog

Nell’ultimo post del nostro blog di settembre, abbiamo discusso dell’allevamento dei vitellini dai primi giorni di vita fino a raggiungere i 90 giorni. Durante il secondo e il terzo mese, i vitelli entrano nella fase di svezzamento, durante la quale la loro dieta liquida viene gradualmente arricchita con alimenti secchi ad alto contenuto proteico e di alta qualità.

In questo stadio, è cruciale considerare non solo l’età del vitello, ma anche il suo peso corporeo e il suo stato di crescita. Ogni vitello può avere bisogni diversi, poiché non tutti raggiungono lo stesso livello di sviluppo contemporaneamente. Il periodo di svezzamento segna la transizione da un sistema digestivo monogastrico a uno ruminante; il rumine inizia a funzionare grazie all’assunzione di alimenti solidi, anche in piccole quantità. Un corretto sviluppo del rumine è essenziale per favorire la fermentazione degli alimenti e garantire l’energia necessaria, evitando perdite di peso nel periodo post-svezzamento e contribuendo alla crescita di animali sani e robusti.

Fino a sei mesi di vita, i vitelli sottoposti a stress psicologico hanno bisogno di attenzioni e cure specifiche per supportare il loro sviluppo.

È importante adottare pratiche di allevamento che minimizzino i cambiamenti nei gruppi di vacche da latte, poiché ciò aiuta a mantenere legami sociali duraturi e stabilità all’interno del gruppo. (EFSA, 2012b – Raccomandazione 65).

Ecco alcune buone pratiche da seguire per i vitelli di 90 giorni:

1. Riduzione graduale del latte: È fondamentale diminuire lentamente l’assunzione di latte per permettere all’animale di adattarsi, evitando che riceva alimenti liquidi dopo la decima settimana.

2. Nutrizione e monitoraggio: Nutrire e controllare i vitelli due volte al giorno, assicurando un’illuminazione e una ventilazione naturali.

3. Sanificazione degli ambienti: Gli spazi devono essere puliti e controllati, poiché i vitelli sono suscettibili a malattie polmonari e enteriche.

4. Stabulazione collettiva: I vitelli devono essere trasferiti in stabulazione collettiva a 60 giorni, come previsto dalla legge.

I vitelli hanno nuove esigenze: interagire, socializzare e muoversi sono fondamentali per il loro benessere. Diverse soluzioni sono state sviluppate per soddisfare queste necessità.

Per i vitelli allevati in gruppo, lo spazio disponibile deve essere di almeno 1,5 metri quadrati per vitelli sotto i 150 kg, 1,7 metri quadrati per quelli tra 150 e 220 kg e 1,8 metri quadrati per quelli oltre i 220 kg (decreto legislativo n. 126 del 7 luglio 2011).

In situazioni eccezionali, sotto la supervisione di un veterinario, un vitello può essere isolato per motivi sanitari o se il gruppo totale è inferiore a sei capi, e il vitello è stabulato con la madre.

Gli ambienti dedicati agli animali devono avere una base asciutta e consentire un facile accesso a cibo e acqua in abbondanza. È consigliabile creare spazi appositi, facili da pulire e gestire, piuttosto che utilizzare aree ricavate all’interno di una stalla.

Vitelli: quanto è importante investire nel futuro, dai primi 90 giorni

I primi 90gg di vita sono determinanti per la salute futura del mandria, in quanto i vitelli risultano sensibili a diverse patologie. Leggi di più

Il benessere del proprio bestiame e della propria azienda è un risultato che si ottiene con cura, precisione e monitoraggio costante.

Un’attenta gestione e organizzazione dello spazio dedicato ai primi giorni e mesi di vita dei vitelli, con un’età inferiore agli 8 mesi, rappresenta per un allevatore la prerogativa chiave per la resa della propria azienda, in termini di salute, longevità e fertilità animale ma anche produttività e qualità.

Vediamo di seguito alcune delle caratteristiche chiave per garantire benessere ai propri animali:

  • I primi 90gg di vita sono determinanti per la salute futura del mandria, in quanto i vitelli risultano altamente sensibili a diverse patologie, tra le più comuni quelle respiratorie e intestinali a causa della mancanza totale di anticorpi. Durante le prime 48h di vita un’adeguata colostratura se somministrata nelle corrette dosi (50g di anticorpi/1L) e tempistiche previene le infezioni, mantenendo immutata la flora microbica ‘positiva’ e proteggendo la salute del vitello a lungo termine, soprattutto se effettuata correttamente ad un’ora dalla nascita quanto l’organismo detiene la massima capacità di assunzione di anticorpi.

  • La protezione dell’animale deriva allo stesso modo dagli ambienti circostanti a lui riservati, dove si consiglia di dotarsi di filtri sanitari e sistemi di pulizia, per garantire un ecosistema igienizzato e luminoso oltre che ampio per impedire la trasmissione dei batteri. Fino ai 60 giorni gli animali saranno quindi inseriti in delle gabbiette individuali che se da una parte garantiranno un’alimentazione individuale e specifica ai bisogni del singolo, dall’altra impediranno la trasmissione di infezioni.

L’ordinanza legale sulla protezione degli animali impone però dei rigidi requisiti da soddisfare, quindi è importante garantire ai vostri animali delle gabbiette aperte che permettano un contatto visivo e olfattivo con i conspecifici (Art. 38 OPAn)

La struttura deputata alla crescita dell’animale deve quindi permettere il ricambio d’aria estivo, verificando che la frequenza respiratoria non superi tra i16-50 respiri al minuto, ma al contempo sapersi adattare a temperature più rigide per evitare l’incombenza di malattie respiratorie che possano portare il vitellino ad uno stato di stress e debolezza.

Manutenzione costante ed elevatissimi standard di pulizia e precisione garantiscono risultati concreti e tangibili, in un settore dove essere lungimiranti non è una semplice accortezza ma una reale necessità.

Scopri le soluzioni che DueA mette a disposizione per la salute dei tuoi vitellini: https://www.antoniniduea.it/it/categoria_prodotto/box-vitelli/