2 Luglio 2021

Attenzione all’alimentazione dei bovini in estate

L’alimentazione del bovino è un tema delicato ed un processo che merita particolare attenzione dalla falciatura fino alla conservazione ed alla distribuzione, per permettere all’animale il massimo della salute e, di conseguenza, all’uomo.

Come ben sappiamo i bovini fanno parte della famiglia dei ruminanti, categoria di  erbivori comprendente caprini, ovini, cervidi e camelidi, caratterizzati da un apparato digerente con 4 stomaci funzionali per il processo di digestione della cellulosa.

Il sistema digerente poligastrico dei bovini è descritto come complesso proprio per il processo di fermentazione microbico che inizia nei prestomaci (rumine, reticolo, omaso) e si conclude all’abomaso, vero e proprio stomaco operante in attività con gli enzimi digestivi dell’intestino.

L’alimentazione bovina nella stagione estiva: alcune precauzioni

L’alimentazione dei bovini è uno dei processi determinanti che necessita di costante e minuzioso monitoraggio nei vari periodi dell’anno ma soprattutto in quello estivo, il quale rappresenta spesso un ostacolo al comfort dell’animale che può risentire dell’umidità e delle alte temperature. Il clima circostante sfocia quindi in una riduzione dell’ingestione e della produzione di latte, evidente soprattutto verso i mesi autunnali: secondo il THI (Temperature Humidity Index) le temperature non devono infatti superare il valore di 73 dove iniziano i primi sintomi di disagio fino al valore di 84 con una vera e propria emergenza.

Le precauzioni da prendere in vista della stagione torrida comprendono quindi la presenza di zone d’ombra e di ambienti ventilati, disponibilità maggiore di acqua pulita e fresca, possibilmente sotto ai 15° e, ultimo ma non meno importante, razione e dosaggi di cibo ad hoc.

Il corretto piano alimentare nell’alimentazione dei bovini

Il piano alimentare va infatti regolato secondo una nutrizione clinica dove il dosaggio di particolari nutrienti e additivi alimentari ricopre un ruolo fondamentale: mentre in inverno è maggiormente accettabile l’inserimento di foraggi più stagionati, in estate è necessario che questi siano giovani, freschi e appetibili.

L’appetibilità della biada deve andar di pari passo con la sua digeribilità, prediligendo insilati come mais oppure barbabietola e soia, alimenti ad alto contenuto di zuccheri e proteine a bassa degradabilità ruminale, è inoltre buona azione quella di limitare la concentrazione di cloro preferendo sodio, magnesio, potassio e fosforo, per evitare l’acidosi metabolica del sangue attivabile con lo stress da caldo.

A livello di gestione degli spazi e delle tempistiche è inoltre utile preferire la somministrazione negli orari più freschi, quali la mattina presto e la sera tardi, assicurandosi una corretta illuminazione e predisposizione di mangiatoie e abbeveratoi.

Noi consigliamo sempre, coerentemente con la nozioni sovrascritte, di prendere come riferimento la naturale e spontanea reazione delle bovine alla variazione di dosi e misure nutrizionali, per imparare e riconoscere i loro bisogni e adattare la nutrizione in base alla loro sazietà ed energia.

(tab.1) Concentrazione consigliata di macroelementi nella stagione estiva (valori riferiti alla sostanza secca)

Elementi

Valori consigliati in estate

Sodio

0,6 max

Potassio

nessun limite

Cloro

> 0,25

Magnesio

0,4

Calcio

> 0,9

Fosforo

> 0,4

Dcda meq (Na + K) – Cl]100 grammi

+ 35 + 40

Fonte: Fantini Professional Advice 2015

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