La regolazione del microclima in stalla e la ventilazione naturale 

In inverno gli allevatori ricorrono al sistema di ventilazione naturale, tuttavia in estate può non essere sufficiente. Scopri perchè

La bella stagione è dietro l’angolo, e con essa le necessità dei bovini da allevamento si fanno ancora più protagoniste. L’osservazione e la gestione della vacche da latte è, fin dai primi istanti di vita, un processo sempre più delicato che richiede un continuo aggiornamento e manutenzione per assicurarsi che l’ambiente circostante sia accogliente e favorisca una crescita sana e forte.

In inverno gli allevatori spesso ricorrono al sistema di ventilazione naturale, tuttavia nei periodi più caldi questo metodo di raffrescamento può non essere sufficiente per garantire il benessere dei propri animali. Vediamo in questo articolo perché.

LA GIUSTA TEMPERATURA NELLA STALLA

Le temperature che per noi possono essere tradotte in un clima mite, dai 24°-25°, per gli animali da latte possono rivelare le prime complicazioni, andandosi a sommare progressivamente con l’impatto delle radiazioni solari, il livello di umidità relativa (UR) e gli sbalzi termici, riassumendosi nel generale stress da caldo.

Per ottimizzare dunque la salute generale, le temperature medie delle stalle dovranno variare, distinguendosi in base alle bovine in lattazione e in asciutta. Tra i vari accorgimenti, le prime richiedono una neutralità termica indicativamente tra i –5° e 21°, ma anche le bovine in asciutta meritano pari attenzioni per il periodo di stress a cui sono sottoposte, con una temperatura più elevata indicativamente tra i 0° e i 24°.  Considerando che le temperature ottimali non possano mai darsi per definitive in relazione a fattori quali l’umidità e la velocità dell’aria, la media di riferimento si dovrebbe aggirare dai 7° ai 20° con un tasso di umidità non superiore al 40/50%.

LA VENTILAZIONE NATURALE E I SISTEMI DI RAFFRESCAMENTO

Nel periodo meno caldo si ricorre a sistemi che rafforzino i naturali metodi di ricircolo attraverso movimenti d’aria dal basso verso l’alto, grazie ad aperture laterali e cupolini superiori. La stagione fredda infatti, indipendentemente dal territorio, fa spesso affidamento alla ventilazione naturale, detta anche sistema “passivo”, grazie alla capacità di riciclaggio dell’aria senza il ricorso di alcuna fonte energetica. Un processo ottimale per ridurre notevolmente costi e manutenzione attraverso un cosiddetto effetto ‘camino’.

Nonostante ciò, considerando la tendenza fisiologica delle vacche ad emanare calore, all’alzarsi delle temperature i sistemi naturali potrebbero non esser sufficienti per contrastare lo stanziamento d’aria calda, entra quindi in gioco la necessità di un sistema di raffrescamento e ventilazione forzata. Strumenti di termoregolazione vengono distribuiti tra dormitori e zone di alimentazione accompagnati da delle doccette nelle autocatture a ritmo alternato per guidare un ciclo di raffreddamento e asciugatura del manto delle bovine, agevolando il bilanciamento della temperatura. I destratificatori, ad alto rendimento energetico e basso consumo, permettono il costante riciclo e la ridistribuzione dell’aria, grazie al movimento costante di sei pale in alluminio.

Le nuove tecnologie permettono di abbinare questi sistemi a delle centraline automatiche che, grazie al rilevamento di temperatura/umidità, permette la regolazione automatica dei cicli di bagno-asciugatura.

In conclusione, il monitoraggio del microclima in una stalla non è altro che uno dei tanti fattori da considerare, possibilmente già in fase di progettazione della struttura, per riuscire ad avere un miglioramento notevole del benessere animale e maggiori risultati in termini di qualità e produttività.

La fienagione: lavorazione e rischi

Scopri in questo articolo come ottenere un’ottima fienagione, i processi di lavorazione e i rischi della fermentazione.

Il mondo delle aziende zootecniche sta rivolgendo sempre una maggiore attenzione ad ogni aspetto legato alla vita degli animali allevati. In particolare, per mantenere le bovine in salute e con alti livelli di produttività è fondamentale controllare la loro alimentazione.

Qualità nel processo produttivo dei foraggi

È necessario, dunque, fare attenzione alla qualità dei foraggi non solo verificando la materia prima – selezionando specie più produttive per qualità e quantità – ma anche rendendo sempre più efficiente la loro lavorazione e conservazione.    

Una volta raccolta la pianta verde, dato il suo alto contenuto di acqua, deve essere correttamente trattata per non andare incontro ad un veloce deterioramento. Un foraggio stabile, che mantiene tutte le qualità nutritive originarie, ha bisogno dunque di una lavorazione rapida.

La fienagione

In cosa consiste la fienagione?

Questa pratica, che viene chiamata anche conservazione a secco, prevede l’asportazione di acqua dai tessuti vegetali fino ad arrivare a valori di umidità compresi tra il 12% e 15%.

Tra le diverse tipologie di fienagione ci sono: la tradizionale (il fieno viene lasciato ad essiccare nel campo senza mai essere spostato) e in due tempi (processo che prevede una fase di pre-appassimento nel campo e poi una successiva di essiccazione nel fienile).

I rischi derivati dalla fermentazione del fieno

Nel compattare il foraggio si verificano delle perdite di fermentazione poiché nella massa compressa del prodotto si verificano minori scambi gassosi. In questo modo proliferano muffe e microrganismi che degradano le strutture di proteine e carboidrati. Ciò porta a un fieno “riscaldato” dove gli zuccheri e gli amminoacidi reagiscono tra loro formando composti non digeribili dagli animali.

A seconda della tecnica di conservazione scelta si avranno diverse perdite di fermentazione; nello specifico tra il 10-15% per la fienagione tradizionale, dati che possono arrivare anche al 30% se il foraggio ha un alto tasso di umidità, e fra il 3-10% per la fienagione a due tempi.

Inoltre se non controllata nel modo corretto la fermentazione del fieno – in particolare per certi tipi di piante e quando il prodotto stoccato è troppo umido – può portare al verificarsi di episodi di autocombustione.

Avere una struttura efficiente e di qualità ed applicare alcune accortezze in fase di stoccaggio del fieno è dunque un aiuto maggiore per controllare il processo di fienagione.

Per maggiori informazioni sui vari modelli di tunnel agricoli:

https://www.antoniniduea.it/it/tunnel-agricoli-e-coperture-in-telo/

L’acciaio è sostenibile: scopri perchè in questo articolo

Sostenibilità ambientale significa riciclabilità e durabilità, è l’acciaio è sostenibile a tutti gli effetti! Infatti, è il materiale più riciclato al mondo (vengono riciclate circa 14 tonnellate al secondo).  L’Italia è il 1° paese europeo per riciclo di rottame ferroso con una media di circa 20 milioni di tonnellate annue di materiale che viene rifuso nelle acciaierie nazionali. 

Dopo aver esaurito le proprie funzioni strutturali il 100% dell’acciaio rottamato viene riciclato (senza perdere alcuna proprietà) e il 99% dei profili, sia piani che lunghi, viene recuperato in quanto facilmente separabile dagli altri materiali. L’acciaio dunque contribuisce, direttamente ed indirettamente, alla conservazione delle risorse naturali. 

L’ACCIAIO È SOSTENIBILE: IL SUO IMPATTO NELL’ EDILIZIA

Il ciclo di vita di un fabbricato in acciaio è notevolmente più lungo di quello di un fabbricato tradizionale, considerando anche la possibilità di modificarne la destinazione d’uso senza gravosi impatti ambientali (nessun materiale da mandare in discarica e nessun consumo di energia per lo smaltimento). 

Grazie alle moderne tecnologie di zincatura e verniciatura, l’acciaio mantiene intatte le sue proprietà per tutta la vita dell’opera realizzata, contribuendo ad allungare la vita della costruzione. L’acciaio è sostenibile perché consente inoltre di realizzare edifici ad alta efficienza energetica grazie a sistemi di rivestimento dalle alte prestazioni isolanti. 

Per ottimizzare tutte le sue caratteristiche consigliamo sempre di rivolgersi ad un progettista e costruttore esperto, che conosce i limiti e le caratteristiche performanti e di conseguenza può realizzare la tua costruzione come si deve.  

Rivolgiti a noi per una prima consulenza, vai su:

Perché costruire una struttura in acciaio?

L’acciaio interpreta la sintesi più attuale di ingegneria e architettura realizzando costruzioni che si traducono in investimenti vantaggiosi nel tempo. Grazie alla forza della sua espressività e alle sue caratteristiche di elasticità e malleabilità, l’opera architettonica e quella strutturale diventano l’una interprete dell’altra, esaltando il progetto e le sue peculiarità. Lavorazioni come zincatura e verniciatura o l’utilizzo di acciaio inossidabile garantiscono  un’ opera finale in grado di mantenere inalterate le proprie caratteristiche nel tempo. 

UNA STRUTTURA IN ACCIAIO È CONSIDERATA TECNOLOGIA E INNOVAZIONE

L’accuratezza e il grado di precisione utilizzato nella progettazione delle strutture in acciaio permette di ottenere costruzioni leggere e contemporaneamente sicure. Ogni dettaglio costruttivo ha uno scopo ben preciso a livello strutturale, ed è pensato in modo da coniugare il gusto estetico, la semplicità della posa in opera e la convenienza economica.

Da ciò nasce la possibilità di concepire spazi interni molto ampi senza strutture di sostegno intermedie. L’ingombro ridotto delle strutture metalliche grazie all’assenza di pilastri e profili più sottili, consente il massimo sfruttamento dell’area coperta, vantaggio difficilmente ottenibile mediante materiali tradizionali come il calcestruzzo armato. Infine, grazie alla sua flessibilità, una struttura in acciaio permette ampliamenti, sopraelevazioni, ristrutturazioni, cambi di destinazione d’uso e adattamento degli spazi interni altrimenti difficilmente ottenibili con l’uso di altri materiali.

La funzionalità e versatilità di impiego rendono l’acciaio un materiale competitivo per qualsiasi tipo di realizzazione. La competitività delle soluzioni in acciaio è testimoniata da elementi che incidono in maniera molto positiva sui costi finali di realizzazione di un’opera: rapidità costruttiva innanzitutto, ma anche risparmio sulle opere di fondazione (strutture leggere necessitano di fondazioni meno importanti). 

PERCHÈ SCEGLIERE UNA STRUTTURA IN ACCIAIO ANCHE SU ADEGUAMENTI ESISTENTI

Gli interventi sull’esistente costituiscono un tema sempre più sentito di fronte alla storicità del patrimonio di costruzioni e infrastrutture realizzate durante i decenni della forte crescita economica e demografica del secolo scorso. Tra questi è predominante il problema della sicurezza sismica delle costruzioni esistenti, realizzate secondo criteri antisismici obsoleti oppure senza considerare l’azione sismica perché al momento del progetto l’area nella quale erano state realizzate non ricadeva tra quelle classificate sismiche. 

Oggi è ben noto come l’intero territorio italiano sia soggetto a rischio sismico e i recenti eventi hanno purtroppo evidenziato la vulnerabilità sismica del costruito quale emergenza sociale ed economica che minaccia sia la vita degli abitanti che le attività produttive. Per questi motivi la ricerca di soluzioni efficaci e competitive per ridurre la vulnerabilità delle costruzioni esistenti nei confronti dei terremoti e le loro applicazioni sul campo hanno assunto ruoli di crescente centralità nel settore delle costruzioni. In tale ambito l’acciaio gioca un ruolo indubbiamente fondamentale grazie alle seguenti peculiarità:

  • leggerezza degli elementi strutturali, resa possibile da un elevato rapporto peso/resistenza, una caratteristica che, a sua volta, consente di semplificare il trasporto e la posa in opera delle strutture e di ridurre al minimo gli effetti collaterali dovuti all’incremento del carico e delle masse sulle strutture esistenti;
  • dimensioni contenute degli elementi strutturali, come conseguenza naturale dell’elevata efficienza strutturale dell’acciaio, una caratteristica che consente di semplificare la sostituzione e/o l’integrazione di opere esistenti con elementi rinforzanti;
  • pregio estetico degli elementi in acciaio, fondamentale quando la sinergia strutturale tra materiali vecchi e nuovi si coniuga con il valore architettonico che nasce dal contrasto tra caratteristiche disomogenee;
  • rapidità di costruzione, una caratteristica sempre auspicabile, ma in particolar modo quando l’intervento è urgente oppure quanto non è possibile una interruzione prolungata dell’uso della costruzione;
  • reversibilità degli interventi, caratteristica delle strutture in acciaio basata sui collegamenti a secco smontabili, importante soprattutto per gli interventi sull’edilizia storica.

Per tali motivi la carpenteria metallica è una soluzione che si presta molto bene agli interventi strutturali volti alla riduzione della vulnerabilità sismica delle costruzioni esistenti in muratura o in calcestruzzo armato

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ANCHE LA RIMONTA È UNA PARTE CHE CONTA

Che caratteristiche deve avere secondo noi la stalla rimonta?

Parliamo di alcuni fattori da valutare quando si progetta la costruzione o ampliamento della stalla rimonta, che ovviamente va vista caso per caso, perché come ci teniamo sempre a sottolineare, ogni allevamento è a sé come ogni singolo capo, ed è giusto che come prima cosa l’allevatore intraprenda la scelta che lui ritiene più giusta per la sua mandria. 

Stalla rimonta: quali sono i fattori fondamentali

Per noi alcuni degli elementi fondamentali rimangono sempre l’aerazione e la luminosità, indipendentemente dal materiale costruttivo e dalle dimensioni. Una stalla il più possibile aperta, inclinata e orientata nel modo giusto favorisce infatti una buona aerazione naturale, almeno ove le condizioni climatiche esterne siano favorevoli. Altra cosa da non sottovalutare è la luminosità naturale indiretta che si può realizzare con alcune piccole accortezze in fase di progettazione della stalla rimonta per le manze, tutto ciò favorisce un ambiente più salubre e performante. 

Come progettare una stalla rimonta

La progettazione interna dovrebbe essere fatta tenendo conto dei vari periodi dell’anno e le loro relative criticità. A nostro avviso è meglio considerare una suddivisione in vari box in modo da organizzare un’alimentazione dedicata in base alle varie età e in base alla crescita, accesso libero alla corsia di alimentazione e preferibilmente accesso diretto al paddock esterno 24 ore su 24. 

Dare la possibilità alla manza di passare del tempo all’aria aperta favorisce la sua naturale fisiologia, consentendole di muoversi liberamente su un terreno morbido e non cementato, rafforza la sua struttura e favorisce la sua sana crescita, per avere una vacca più in salute un domani. 

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FAI SPAZIO AI VITELLI

Sempre più attenzione viene data al benessere animale, già a partire dalla nascita del vitello, per questo è importante conoscere le normative attuali e consolidare il proprio metodo acquisito grazie all’esperienza sul campo, in ogni caso è importante dedicare la giusta attenzione e il giusto tempo ai nuovi nati che saranno poi il futuro della stalla. Che scegliate una struttura dedicata tipo vitellaia o la soluzione su box vitelli esterni è bene considerare alcune informazioni generiche, che spesso ci vengono chieste e che possono essere una base di partenza per realizzare una struttura funzionale. 

QUALI SONO LE CARATTERISTICHE CHE DEVE RISPETTARE UNA VITELLAIA?

Una delle prime caratteristiche riguarda la zona riposo che dovrà essere sempre asciutta e confortevole, dovrà ricevere la giusta illuminazione e aerazione, essere riparata da eventuali correnti d’aria, i vari box vitelli dovranno permettere un’agile movimentazione da parte dell’animale e favorire i contatti visivi e olfattivi tra di loro, ove non ci siano diverse prescrizioni veterinarie. Dopo le prime 8 settimane i vitelli dovranno essere obbligatoriamente allevati in gruppo con dei spazi minimi e dei parametri ben definiti in base al peso. Ultima ma importantissima caratteristica che ci teniamo a sottolineare è che tutti i materiali costruttivi devono essere facilmente lavabili e disinfettabili. La pulizia e la sanificazione sono un punto fondamentale per avere una vitellaia performante. 

CHE DIMENSIONI DEVE AVERE UN BOX PER VITELLI?  

Le dimensioni variano in base al peso del vitello ma anche in base alle singole direttive che la propria Asl richiede, quello che noi consigliamo vivamente è di predisporre una struttura dedicata e non un angolo improvvisato o spazio di recupero normalmente in disuso. In caso di vitelli disposti su box singoli consigliamo una superfice di almeno 1,5mq per i primi 30gg e di circa 2mq fino a 60gg, ovviamente sono dati indicativi che possono variare molto anche in base al tipo di svezzamento che si intraprende. Certo è che l’attenzione si sta spostando sempre di più verso il benessere animale già da prima della nascita, dedicare o aumentare lo spazio nella vitellaia, assieme ad altre importanti accortezze, permette di raggiungere risultati più che sodisfacenti. 

Scopri alcune delle strutture che abbiamo realizzato https://www.antoniniduea.it/it/prodotti/vitellaia/ 

L’ALIMENTAZIONE DEI VITELLINI

Un nuovo nato è sempre uno degli eventi più belli, anche in stalla. Per questo vogliamo dedicare qualche minuto al tema dell’alimentazione dei vitellini, in particolare nei loro primi giorni di vita.

Dato certo è l’importanza di somministrare colostro di qualità entro le prime 6 ore di vita, questo permette il maggior assorbimento di sostanze nutritive, importantissime per la crescita e per la digestione, è inoltre l’unico modo che permette il passaggio dell’immunità passiva al vitello, utile per prevenire alcune delle patologie più diffuse tra i vitellini, come ad esempio diarree e malattie respiratorie.

LA COLOSTRATURA, UN FATTORE IMPORTANTE NELL’ALIMENTAZIONE DEI VITELLINI

Per colostro si intende il “latte” delle prime due munte; maggiore sarà la sua qualità, migliori saranno i benefici, per questo è importante che l’allevatore ne abbia una riserva conservata nel modo giusto, da utilizzare nel caso non se ne disponga al momento della nascita. La colostratura è una fase delicata, per questo un’altra raccomandazione è quella di dedicarci il giusto tempo, ricordandosi che questo permetterà di rafforzare il sistema immunitario e quindi proteggere il vitellino nelle sue prime settimane di vita. Se si è fatto un ottimo lavoro, lo si vedrà in un futuro non così lontano. 

L’ALIMENTAZIONE DEI VITELLINI E L’ORGANIZZAZIONE DEGLI SPAZI 

Oltre alla dieta dei vitellini, altro fattore importante da tenere a mente è la pulizia degli spazi dedicati ai nuovi nati. Spesso infatti si vedono vitellaie improvvisate su piccole superfici di recupero o in disuso, questo ovviamente peggiora notevolmente le condizioni di crescita e aumenta in modo esponenziale la carica batterica e di conseguenza lo sviluppo di infezioni a volte letali per i piccolini. Valutare per tempo le molteplici soluzioni sul mercato per creare una struttura dedicata con spazi e ventilazione adeguata permette di investire nel futuro della propria stalla, provare per credere!

Se vuoi conoscere tutte le nostre soluzioni per i vitellini dalla nascita fino allo svezzamento, visita https://www.antoniniduea.it/it/categoria_prodotto/box-vitelli/

COMPOST BARN: PERCHÉ SI E PERCHÉ NO?

Di Compost barn ne sentiamo parlare già da tempo, ma ultimamente sempre più spesso! Sembra che questo sistema sia stato importato dagli allevamenti israeliani, lì infatti è utilizzato da diversi anni ed è tutt’oggi il metodo più diffuso negli allevamenti di vacche da latte. Che sia una scelta dettata dal voler migliorare la sostenibilità ambientale o il benessere animale, fatto certo è che in Israele le condizioni climatiche sono sicuramente più favorevoli.

Ebbene si, sembra proprio che il punto fondamentale per far funzionare questo sistema sia mantenere la lettiera più asciutta possibile, riducendo così eventuali problemi di mastiti. Un vantaggio invece molto importante, che spesso fa scegliere all’allevatore questo sistema, è il netto miglioramento del benessere della bovina dato da minor problemi podalici e da un comportamento della vacca più naturale, grazie alla possibilità di fare spostamenti e movimenti in libertà. Notevole inoltre il miglioramento del risposo dell’animale, potendo esso adottare le naturali e spontanee posizioni desiderate.

Alcune caratteristiche del Compost Barn

Primo fra tutti sono gli spazi, si dovrà considerare almeno 15mq per capo in produzione, c’è chi ritiene che l’ideale sia addirittura 17mq, questo consegue un aumento dei costi strutturali, solo in parte compensati dall’assenza di cuccette.

Il fondo è composto dalle deiezioni degli animali con l’integrazione di materiale organico, come ad esempio la segatura, cippato, paglia macinata, ecc. che dovrà essere ossigenato almeno 1-2 volte al giorno in modo da favorire la fermentazione aerobica.

In fase di progettazione della struttura si dovrà favorire al massimo la ventilazione naturale, con strutture alte ed aperte, predisponendo inoltre un impianto di ventilazione forzata. Si dovrà poi dimensionare correttamente la corsia di alimentazione completando con un sistema di pulizia automatica che in questa parte non dovrà mancare, essendo il punto dove la vacca produce maggiori deiezioni.  

Alcuni vantaggi del Compost Barn

  • miglioramento del benessere animale, grazie alla piena libertà di movimento e al miglioramento del riposo
  • notevole riduzione dei problemi podalici
  • incremento della longevità delle vacche (e quindi delle lattazioni)
  • aumento della fertilità
  • riduzione dell’utilizzo di antibiotici
  • aumento della produzione di foraggi (grazie ad una sostanza migliore in spandimento)
  • diminuzione di opere esterne per lo stoccaggio dei liquami

Riepilogando sono diversi i vantaggi che si possono trarre nel caso una compost barn funzioni bene, rimangono quindi fondamentali alcuni punti tra cui gli spazi, grado di umidità, numero dei capi da gestire e non per ultimo la volontà e perseveranza dell’allevatore nell’intraprendere questo metodo alternativo.  

L’acqua come elemento importante nell’allevamento delle vacche da latte

Il benessere dei bovini passa attraverso l’acqua, in ogni stagione e in particolare nel periodo estivo. Troppo spesso viene sottovalutata l’importanza dell’abbeverata nella vacca da latte, elemento che invece è fondamentale per assicurare il loro benessere. Basti pensare che la composizione del latte è formata da oltre l’80% di acqua. 

Quali sono allora le cose importanti da non sottovalutare in fase di progettazione di una stalla per bovini da latte? Non solo la posizione e le dimensioni degli abbeveratoi, la giusta altezza e la loro profondità, ma anche la quantità e qualità dell’acqua erogata. Normalmente un bovino da latte in produzione beve oltre 180 lt al giorno, con una media di 10/20 litri ogni bevuta

Per fare una produzione di qualità serve un’acqua di qualità, pertanto bisogna prestare particolare attenzione alla sua composizione con molteplici parametri, quali ad esempio la durezza, il PH, conducibilità elettrica, nitrati, nitriti, ecc. 

L’ABBEVERATA NELLA VACCA DA LATTE: LA GIUSTA TEMPERATURA E I VANTAGGI

Un altro elemento fondamentale da tenere in considerazione  quando si parla di abbeverata nella vacca da latte è la temperatura di somministrazione dell’acqua. Diversi studi hanno identificato come ideale un valore che va dai 18° ai 24° circa. Fondamentale diventa quindi la predisposizione del sistema di ricircolo in fase di progettazione dell’impianto idraulico.

Il saper valutare bene e applicare tutto ciò in una stalla per bovini da latte, porta a innumerevoli vantaggi: 

– maggior assunzione di acqua e di sostanza secca 

– aumento dell’efficienza ruminale

– miglioramento dell’efficienza digestiva del rumine

– maggiore fermentazione della fibra lunga

aumento del transito ruminale con notevole riassorbimento degli acidi grassi volatili

Vuoi sapere come ottimizzare e rendere più efficiente l’abbeverata dei tuoi animali? Scopri la nostra gamma di attrezzature su: https://www.antoniniduea.it/it/prodotti/abbeveratoi/

MSD PER IL BENESSERE ANIMALE

Il sito  http://www.msd-animal-health.it/community-award-2018/bando.aspx riferisce che sarà attivo fino al 15 settembre 2018 il concorso MSD Animal Health Community Award, promosso appunto da MSD Animal Health, leader mondiale nell’ambito della prevenzione veterinaria, con l’obiettivo di premiare le eccellenze italiane che operano nell’ottica della salute animale.

Il bando vuole valorizzare tutte le azioni, iniziative, progetti, volti a garantire ogni giorno il benessere degli animali e di conseguenza l’aumento della qualità dei prodotti e della produttività delle mandrie.

Il concorso è aperto a tutti e prevede tre categorie.

Una in particolare è per noi di notevole rilevanza:  

  • allevamento sostenibile, dedicato principalmente agli allevatori, volto a premiare l’applicazione di soluzioni innovative per migliorare il benessere animale.

Per la mission aziendale di Due A il benessere animale è un punto fondamentale.

Da sempre, nella realizzazione di strutture e allevamenti, Due A ha voluto garantire condizioni ottimali per le mandrie e per l’allevatore, così che la permanenza in stalla fosse il più agevole e semplice possibile e, allo stesso tempo, il prodotto realizzato avesse ottime proprietà.

Per realizzare ciò, il passaggio principale è eseguire una progettazione attenta e dettagliata dell’impianto.

A livello strutturale e di allestimento sono molti gli elementi da inserire: reti e cupolini per l’areazione, corridoi per la viabilità e sistemi di pulizia, lettiere o cuccette per le zone riposo, abbeveratoi, linee di alimentazione, impianti di ventilazione e raffrescamento.

I nostri tecnici progettisti e i referenti commerciali sapranno guidarvi in tutte le fasi, a partire dalle vostre idee fino alla realizzazione di un allevamento completo, mettendo al primo posto il benessere della mandria e la vostra necessità di lavorare in un ambiente salubre e di facile gestione.